Project by: Studio GISTO (Alessandro Mason, Matteo Giustozzi) / Collaborators: Andrea Pusineri, Yuke Yan / Exhibition: Oslo Architecture Triennale, “Enough: The Architecture of Degrowth”, 2019 + Triennale di Milano, “The State of Art of Architecture”, 2019 / Client: BASIS Vinschgau Venosta
The project that we are presenting is the result of a research that started about two years ago on behalf of BASIS Vinschgau Venosta, a new social activation hub set up in Silandro within a former military base. Druso Barracks, opened in 1937, has four large blocks located within an area of about 45,000 square meters and designed to host about 3,000 soldiers. Over the next years three of these blocks will be demolished while the remaining fourth block will be rebuilt and refurbished to become the BASIS Vinschgau Venosta headquarters. Our project and its development sprang from this transformation and the demolition of these buildings.

All rationalist military architecture is based on modular systems, building sections that are repeated over tens of meters to form a parade ground. The buildings are characterized by a compositional repetitiveness on virtually every scale and level, a feature which for us became one of the focal points of the project. This architecture offers the presence of elements and systems with dimensions and features that are repeated such as windows, marble, ventilation systems and cladding which become new modules for us, new systems to be used in the creation of new surfaces and structures.

Our task aims at uniting architecture, design, ecology and economy through the development of a design project that, almost like a form of hacking, is part of an ongoing process through the way it changes and mutates. As often happens in recent years, the project is not identified with the final object or objects, rather it identifies with the process itself. The project develops before and during the demolition phase and focuses on what is considered the end of a cycle, trying to find opportunities, directions or resources in this area before everything is turned into waste matter, thus transforming the linear system into a circular one, a construction site into a gold mine.
Il progetto che presentiamo è il risultato di una ricerca iniziata circa due anni fa per BASIS Vinschgau Venosta, un nuovo hub di attivazione sociale nato a Silandro con sede all’interno di una ex base militare. La Caserma Druso, inaugurata nel 1937, è composta di 4 grandi blocchi, inseriti in un’area di circa 45.000 metri quadrati che era stata progettata per ospitare 3000 soldati. Nei prossimi anni tre di questi blocchi verranno demoliti, il quarto invece verrà recuperato, ristrutturato e diventerà poi la sede di BASIS Vinschgau Venosta. Lo sviluppo del nostro progetto nasce da questa trasformazione e dalla demolizione di questi edifici.

Tutte le architetture militari razionaliste si basano su sistemi modulari, sezioni di edificio che si ripetono per decine di metri a formare una piazza d’armi. I manufatti sono caratterizzati da una ripetitività nella composizione su più scale e livelli, che è diventata per noi uno dei punti focali del progetto. Queste architetture offrono la presenza di elementi e sistemi con dimensioni e caratteristiche che si ripetono, come finestre, marmi, sistemi di ventilazione, rivestimenti. Questi diventano per noi nuovi moduli, nuovi sistemi da utilizzare per creare nuove superfici e strutture.

Il nostro lavoro vuole unire architettura, design, ecologia ed economia attraverso lo sviluppo di un progetto che, quasi come una sorta di hacking, si inserisca all’ interno del processo in corso modificandolo. Come succede spesso negli ultimi anni il progetto non si identifica con l’oggetto o gli oggetti finali, bensì coincide con il processo. Il progetto si sviluppa prima e durante la fase di demolizione e si concentra su quella che è considerata la fine di un ciclo, cercando di scovare delle opportunità, delle possibili direzioni o risorse prima che tutto diventi materia di scarto, trasformando quindi il sistema lineare in circolare, un cantiere in una miniera.