Film by: Danilo Correale / Curated by: Martina Angelotti / Production: Careof (Marta Bianchi, Lia Manzella, Aurora Morelli) / Set design: Studio GISTO (Alessandro Mason, Matteo Giustozzi) / Publication: NERO / Produced with the support of Italian Council 2017 Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del MiBACT / Client: Careof

Partner: MART – Museum of Modern and Contemporary art of Trento and Rovereto in collaboration with: The MAC Belfast | Metropolitan Arts Centre / The Danilo Correale’s work is now part of the public collection of the MART (Museo of Modern and Contemporary art of Trento and Rovereto) and it will also be presented in 2019 in the Museum MAC of Belfast, partner of the project. A special film showing will be presented in Magazzino Italian Art, in Cold Spring - New York on November 17th 2018.
Diranno che li ho uccisi io, Danilo Correale’s film, is the result of an in-depth investigation on the Italian cinema from the '50s to the '80s of the 19th Century. For different reasons, it has remained hidden in some archives as screenplay, or in directors' mind as simple idea, without becoming a “real” film because of censorship. From Correale’s researches and readings, among various film scripts, it emerged themes and taboo such as the European colonialism, the feminism, the armed struggle, the Resistance, the difference of social class and religion, besides different cinema styles, that have inspired the realization of this film. This film ideally connects six film scripts, but also six film types and six under-represented topics, beginning from the fall of the fascism up to the birth of the Italian private TV.

The set production project, realized by GISTO, was born as an open system composed by a series of mobile elements that take part in the film both as single elements and as complex systems, allowing multiple action possibilities. The set design project satisfies the necessity to create a series of scenes that could be modified, adapted and calibrated according to the heterogeneity and the complexity of the six film scripts. Diranno che li ho uccisi io is a winning project of the first edition of the Italian Council (2017), a competition created by “Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP)”- Ministero per i Beni e le Attività Culturali, to promote the Italian contemporary art in the world.


Diranno che li ho uccisi io di Danilo Correale è il risultato di un’indagine approfondita sul cinema italiano che va dagli anni ’50 agli anni ’80 del Novecento e che per ragioni diverse è rimasto inscatolato in faldoni d’archivio in forma di sceneggiatura, o nella mente di registi in forma d’idea, senza mai essere diventato film per motivi di censura.
Tra le varie sceneggiature emerse dalle ricerche e dalle letture che hanno alimentato il desiderio e l’indagine di Correale, spuntano temi e tabù quali il colonialismo europeo, il femminismo, la lotta armata, la resistenza, la differenza di classe e la religione, oltre a stili cinematografici diversi, che hanno ispirato la realizzazione di questo film. Questo film collega idealmente e in forma di pura evocazione, sei sceneggiature, ma anche sei generi cinematografici e sei argomenti sotto-rappresentati a partire dalla caduta del fascismo fino alla nascita della TV privata italiana.

Il progetto di allestimento realizzato da GISTO nasce come un sistema aperto composto da una serie elementi mobili che come dei personaggi con una loro presenza ed un loro carattere partecipano alle scene sia come elementi singoli che come sistemi complessi, andando così a moltiplicare le possibilità di azione. Il progetto di allestimento è nato dall’esigenza di creare una serie di scene che potessero essere modificate, adattate e calibrate seguendo l’eterogeneità e le complessità dei sei progetti. Diranno che li ho uccisi io è un progetto vincitore della prima edizione del bando Italian Council (2017), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.