A project by: Claudio Prati e Ariella Vidach / Choreography: Ariella Vidach / Music: Alessandro Perini / Graphic programming: Sebastiano Barbieri / Scenography: Claudio Prati / Light Design: Stefano Pirandello / Robot redesign: Studio GISTO (Alessandro Mason) / Client: AiEP
The HU-robot project is a research that Aiep has continued for several years on dance in relation to interactive and robotic systems. The HU-robot project explores augmented reality and robotics, presenting a choreographic that opens up the stage to new perceptive possibilities. The dancers dematerialize and multiply, replicated in virtual images, projected by the robot on stage. The dance modifies the set in a synaesthetic and multi-sensorial experience that literally "projects" the viewer on the backdrops.

Studio GISTO has collaborated on the project working on robot design, a robotic set design that interacts with the dancers and thanks to the technology placed in the upper end, gives the possibilities to expand the scenography. Our intervention was to rethink the presence of the robot on stage. The intervention focused on its lower end, the base, and its upper end, containing a projector and a kinect for 3D scanning.

Il progetto HU-robot, nasce da una ricerca che Aiep prosegue da diversi anni sul tema della danza in relazione a sistemi interattivi e robotici. Il progetto HU-robot esplora la realtà aumentata e la robotica, presentando un’esperienza coreografica che apre lo spazio scenico a inedite possibilità percettive. I danzatori si smaterializzano e si moltiplicano, replicati in immagini virtuali, proiettate da un robot in scena. La danza trasforma gli eventi in un’esperienza sinestetica e polisensoriale che “proietta” letteralmente lo spettatore sui fondali della scena.

Studio GISTO ha collaborato a questo spettacolo lavorando al design del robot, una scenografia robotica che interagisce con i danzatori e grazie alla tecnologia presente all’estremità superiore permette di espandere le possibilità sceniche. Il nostro intervento è stato quello di ripensare la presenza in scena del braccio robotico. L’intervento si è concentrato nella sua estremità inferiore, il basamento, e la sua estremità superiore contenente un proiettore ed una kinect per la scansione 3D.