Project by: Danilo Correale / Curators: Angela Rui, Marina Otero Verzier / Archive design: Studio GISTO (Alessandro Mason) /  Exhibition: Netherlands at the XII Triennale di Milano, Broken Nature / Client: Triennale di Milano
The Unsleep is a photographic tale at the edge of sci-fi and reality, partially adapted from the eponymous 1962 novel by Meir and Diane Gillion. From a portrayal of the telecommunications workers employed in the outsourced service industries, the project articulates the invisible domain of time-zones over geographical territories. The employees in this spaceless time often become characters in contemporary Indian and Filipino fictional literature, their lives dominated by artificial light and darkness, with long shifts in front of screens, performing tedious tasks and phone calls where regional accents are normalised to better suit customers located at the opposite end of the globe.

The exhibition design wants to emphasize this working condition and represent the photographic documentation through a device composed by materials from industry; such as polyethylene and aluminum. The device is an archive / machine, a mechanical storage and photo display system operated by the exhibition visitors.

The Unsleep è un racconto fotografico al limite tra fantascienza e realtà, parzialmente adattato dal romanzo eponimo di Meir e Diane Gillion del 1962. A partire da una raffigurazione dei lavoratori impiegati nei servizi di telecomunicazione esternalizzati dalle aziende, il progetto afferma l’invisibile dominio dei fusi orari sui territori geografici. Gli impiegati di questo tempo sospeso, spesso diventano personaggi della letteratura romanzesca contemporanea indiana e filippina, con vite dominate da luce e buio artificiali nei lunghi turni davanti agli schermi, svolgendo compiti noiosi ed effettuando chiamate in cui gli accenti regionali sono regolamentati per meglio soddisfare i gusti di clienti dall’altra parte del mondo.

Il progetto di allestimento vuole enfatizzare questa condizione lavorativa esponendo e rappresentando questa documentazione fotografica attraverso un dispositivo composto da materiali provenienti dall’industria come polietilene ed alluminio. Il dispositivo è un archivio/macchina, un sistema meccanico di stoccaggio ed esposizione delle foto azionato del visitatore della mostra.